Michelin ha introdotto il concetto di vele gonfiabili sostenibili. Il progetto Wing Sail Mobility (WISAMO), che mira a ridurre delle emissioni di carbonio del settore del trasporto merci, dispiega vele alari gonfiabili quando le condizioni del vento sono ottimali e si ritrae rapidamente, per migliorare l’efficienza delle navi da carico, ha affermato il gruppo in un comunicato stampa.
Il sistema di ali e vele, sviluppato come progetto congiunto di ricerca e sviluppo Michelin e inventori svizzeri, non intende sostituire i motori marini, ma integrarli con una fonte di energia pulita, gratuita e prontamente disponibile. Le vele vengono gonfiate grazie ad un compressore d’aria e ad un albero telescopico che si alza quando si riempiono d’aria. Le vele possono essere facilmente retratte, ad esempio permettendo alla nave di passare sotto il ponte, e il sistema automatizzato regola anche le vele in base al vento, il che significa che non è necessario alcun velista.
Usata singolarmente o in gruppo, la vela alare converte il vento in slancio in avanti, riducendo il consumo complessivo di carburante di una nave del 20 percento, secondo Michelin. Per le grandi navi, questo può significare risparmiare decine di tonnellate di carburante ogni giorno. L’azienda afferma che la superficie a doppia faccia della vela gonfiata migliora le prestazioni rispetto alle tradizionali vele piatte, soprattutto quando si tratta di navigare di bolina.
Il sistema WISAMO è automatizzato, il che è un punto importante in quanto le navi mercantili molto probabilmente non avranno la forza o l’esperienza necessarie per far funzionare una vela tradizionale. Il sistema funziona anche per cambiare la posizione della vela nella posizione ottimale per le condizioni del vento.
Michelin afferma che la vela alare è in grado di resistere alla tempesta assorbendo energia dal suo corpo gonfiato. Se le condizioni si dimostrano troppo dure, può ritirarsi rapidamente finché il cielo non si schiarisce, cosa necessaria anche quando si nuota sotto i ponti.
La vela WISAMO è un progetto pronto all’uso che può essere adattato a navi esistenti o integrato in nuove costruzioni. L’azienda afferma che è particolarmente adatto a navi commerciali, portarinfuse e petroliere, ma può essere utilizzato anche su imbarcazioni da diporto.
Il nuovo progetto dell’azienda fa parte di un’iniziativa più ampia per ridurre l’impronta di carbonio del settore marittimo: secondo uno studio dell’IMO, il settore produce 940 milioni di tonnellate di CO2 all’anno e circa il 2,5% delle emissioni globali di gas serra.







