Invece di costruire costantemente nuovi stadi per ogni nuova Coppa del Mondo e Giochi Olimpici, i progettisti propongono di costruire centri culturali e sportivi progettati per muoversi in mare.

In parte nave, in parte stadio, questi centri comunitari a basse emissioni di carbonio saranno alimentati da energia rinnovabile utilizzando l’energia solare e la forza dei venti dominanti, così come le fredde correnti oceaniche del Labrador e la calda Corrente del Golfo. In questa visione nomade delle nuove pratiche sportive e culturali, non sono più i tifosi ad andare negli stadi obsoleti, ma gli stadi sostenibili e rispettosi dell’ambiente ad andare dai tifosi.

Gli Oceanium, veri e propri stadi oceanici, saranno costruiti utilizzando solo materiali di origine biologica e riciclati come legno massiccio, alluminio riciclato, alghe verdi e rifiuti di plastica concentrati in cinque vortici oceanici. I rifiuti di plastica diventeranno i nuovi materiali da costruzione per le stampanti 3D collegate a processori di intelligenza artificiale controllati dall’uomo. Lo sviluppo di numerosi algoritmi e soprattutto l’apprendimento predittivo offerto dall’intelligenza artificiale e dalla stampa 3D ne fanno uno strumento importante per limitare i rischi umani in questi futuri cantieri avanzati.

Dal punto di vista architettonico, la geometria organica di questi stadi galleggianti si ispira al biomorfismo, le loro strutture ottimizzate alla bionica e il ciclo di vita dell’ecosistema alla biomimetica. Simili a barriere coralline in fase di calcificazione, scheletri di cetacei che filtrano l’acqua di mare e organismi bioluminescenti, sono paradisi di biodiversità dedicati alla rigogliosa flora e fauna oceanica.

L’obiettivo dei progetti è trasformare i limiti del nostro tempo in un’opportunità per inventare una nuova ecologia dello sport, basata su un’economia circolare che vuole essere rigenerativa, dove nulla si perde, nulla si crea, tutto è reso disponibile.

Un’economia virtuosa che trasforma rifiuti e inquinamento in risorse. Il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili sosterrà lo sviluppo di tecnologie energetiche oceaniche e delle maree, nonché la ricerca sulla biomimetica marina.